L' IPERCINESIA NELLA SINDROME DI DOWN:
UNA INDAGINE SU 510
SOGGETTI
Renato COCCHI, neurologo e psicologo
medico
Marco FAVUTO, ortopedico
Riassunto
Su 510 soggetti Down
(292 M + 218 F; M/F 133.94/100; diagnosi cromosomica: 90.39% trisomia 21
libera; 3.13% mosaicismi; 3.13% traslocazioni; 3.33% solo clinica; eta' media
alla prima visita 71.37 +/- 69.71 mesi) fu annotata la presenza di ipercinesia
durante la prima visita nel 33.34% di essi.
Il campione dei Down
ipercinetici non differisce da quello dei Down senza ipercinesia ne' per il
rapporto M/F, ne' per la distribuzione delle diagnosi cromosomiche, ne' per
l'eta' alla prima visita.
La presenza di
ipercinesia in funzione dell'eta' oscilla tra il 25% e il 41% fino ai 12 anni,
con una netta caduta ai 13-14 anni, che e' stata messa in relazione con
l'azione inibitiva degli ormoni sessuali pubertari. Avendo tutti i Down anche
problemi di attenzione, non si ritiene comunque che per i Down ipercinetici si
possa fare una seconda diagnosi di sindrome da deficit dell'attenzione con
ipercinesia (ADHD). Si ipotizza che l'iperattivita' motoria sia tale in
relazione alla ridotta attivita' motoria del normale bambino Down, ma che essa
sia poco paragonabile all'ipercinesia che si riscontra in bambini non Down.
Parole chiave: sindrome di Down, stress, ipercinesia, epidemiologia.
L'immagine stereotipa del soggetto Down comprende
anche una motricita' rallentata, goffa, di sovente impacciata ulteriormente
dall'ipotonia, o dalla lassita' articolare, o da entrambe. E' una immagine tanto
comune che talvolta condiziona il giudizio dei pediatri. Succede quindi che
venga attribuita ipotonia o lassita' articolare anche a bambini Down che ne
sono del tutto esenti.
L'aver incontrato fin dall'inizio della
mia attivita' clinica con i Downs, soggetti con una evidente iperattivita'
motoria contrastava con questo pregiudizio. In qualche caso, durante la prima
visita, l' inibizione motoria dovuta alla novita' dell'ambiente avrebbe potuto
fuorviare il giudizio, con il rischio di riproporre lo stereotipo usuale.
Tuttavia l'informazione proveniente dai
genitori, propria, o confermata indirettamente dalla osservazione degli
insegnanti, o dei terapeuti della motricita' o psicomotricita', indicava
subito, anche in questi bambini, la diversita' del comportamento motorio
abitualmente atteso.
Questo perche' l'iperattivita' motoria
nei Down viene considerata una caratteristica di pregio, messa prontamente in
relazione con l'intelligenza (lo sviluppo sensomotorio dell'intelligenza,
secondo Piaget).
Tutto cio' ha comportato una notevole
facilita' nella raccolta del dato, che ora si e' voluto analizzare.
Materiali e metodi
La ricerca e' stata condotta sulle
schede cliniche che si riferiscono ad una serie consecutiva non selezionata di
soggetti Down viventi in famiglia e visti da uno degli autori in ambulatorio
tra il gennaio 1979 e l'aprile 1997.
La presenza o assenza di iperattivita'
motoria era stata registrata in occasione della prima visita in seguito a:
- osservazione diretta;
- conferma dei genitori, o di persone
conviventi, o dai rapporti degli insegnanti;
- presenza di comportamenti motori
indicati nel DSM come segnali di iperattivita' motoria.
Dall'insieme di schede cosi' raccolte
sono state eliminate quelle appartenenti a soggetti Down autistici o psicotici,
in quanto si e' ritenuto che la sovrapposizione di una seconda patologia tanto
impegnativa puo' incidere anche sulla motricita'.
Dalle schede rimanenti sono stati
trascritti:
- sesso;
- diagnosi cromosomica;
- eta' alla prima visita;
- presenza o assenza di iperattivita'
motoria.
I dati ottenuti sono stati elaborati
statisticamente e valutati, quando possibile, con il test del Chi Quadrato.
Risultati
Solo 510 schede su 548 avevano le
caratteristiche previste per questo tipo di indagine. I dati dei soggetti di
appartenenza sono stati riportati nelle tabelle 1-3 e nel grafico 1.
Tav. 1: Dati epidemiologici
|
No. soggetti |
510 |
100.00% |
|
maschi |
292 |
57.25% |
|
femmine |
218 |
42.57% |
|
rapporto M/F |
133.94/100 |
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Diagnosi cromosomica |
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trisomia 21 libera |
461 |
90.39% |
|
mosaicismi |
16 |
3.14% |
|
traslocazioni |
16 |
3.14% |
|
solo diagnosi clinica |
17 |
3.33% |
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|
Eta' media alla 1° visita (in mesi) |
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ambito |
6-510 |
|
|
media +/- DS |
71.37 +/-69.71 |
|
Come si puo' vedere dalla tabella 1 il
rapporto M/F si discosta ben poco da quanto noto per bambini italiani Down nati
vivi. Anche la distribuzione delle diagnosi cromosomiche rientra nell'ambito della
variabilita' per campioni italiani e internazionali. Per queste ragioni si deve
ritenere il campione qui indagato come rappresentativo almeno della popolazione
Down italiana.
Tav. 2: presenza di ipercinesia
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No. soggetti |
% |
|
presente |
170 |
33.34 |
|
|
|
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|
assente |
329 |
64.51 |
|
|
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|
non riportata |
11 |
2.15 |
|
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|
totale |
510 |
100.00 |
La presenza di ipercinesia e' stata
trovata in un terzo dei soggetti Down indagati.
Tav. 3: confronto dei sottogruppi di soggetti senza e con ipercinesia
|
|
senza ipercin. |
% |
con ipercin. |
% |
|
No. soggetti |
329 |
100.00 |
170 |
100.00 |
|
maschi |
186 |
56.53 |
99 |
58.23 |
|
femmine |
143 |
43.47 |
71 |
41.77 |
|
|
|
|
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|
|
Diagnosi cromosomica |
|
|
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|
trisomia 21 libera |
293 |
89.06 |
157 |
92.35 |
|
mosaicismi |
10 |
3.04 |
6 |
3.53 |
|
traslocazioni |
12 |
3.65 |
4 |
2.35 |
|
solo diagnosi clinica |
14 |
4.25 |
3 |
1.76 |
|
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Eta' alla prima visita, in mesi |
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ambito |
4-510 |
|
4-475 |
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media |
71.98 |
|
69.89 |
|
|
DS |
68.70 |
|
72.45 |
|
Chi Quadrato per
distribuzione M e F: 0.072 con 1 gl e p = 0.788 NS
Chi Quadrato per le diagnosi:
3.845 con 3 gl e p = 0.565 NS
Chi Quadrato per l'eta'
alla 1^ visita: 0.053 con 1 gl e p = 0.818 NS
Come si puo' notare dalla tavola 3, non
esistono differenze significative, per la distribuzione dei sessi, quella delle
analisi cromosomiche, e per l'eta' alla prima visita, in relazione alla assenza
o presenza di ipercinesia.
Grafico 1: Distribuzione
dell'ipercinesia in rapporto all'eta', da 1 a 16 e piu' anni.

Il grafico mostra una presenza di
ipercinesia pressoche' costante (dal 25% al 41.17%) fino ai 12 anni, una sua
nettissima riduzione a 13 anni, una sua scomparsa a 14 anni, e una presenza di
nuovo ridotta a 15 anni. Il dato dei 16 e piu' anni, pur mostrando ancora una presenza
media, ha una ambito di eta' troppo esteso perche' possa fornire una qualche
indicazione, in riferimento agli anni precedenti.
Discussione
Questa ricerca, forse una delle piu'
estese in questo campo, ha immediata necessita' di una specificazione. Occorre
chiarire che cosa si intende per ipercinesia nei Down, perche' c'e' il rischio
che essa sia confusa con quella del bambino non Down affetto da ADD con
ipercinesia.
Se e' permessa una analogia matematica,
il bambino Down ipercinetico sta al bambino Down come il bambino affetto da ADD
con ipercinesia sta al bambino non Down.
In altre parole il termine di
riferimento diretto, per il bambino ipercinetico Down non e' il bambino non
Down ma il normale bambino Down. Il bambino Down ipercinetico ha una attivita'
motoria molto vivace rispetto al normale bambino Down.
Questa differenza quantitativa della
motricita' potrebbe dipendere da fattori di freno della sindrome stessa, ma
questa per ora e' soltanto una ipotesi.
Quanto alla casistica qui riportata, il rapporto
M/F e' sovrapponibile a quello trovato da Caneva e Mastroiacovo, 1984, per
bambini Down italiani nati vivi. Anche la distribuzione delle diagnosi
cromosomiche non si discosta da quella riscontrata abitualmente, sia in Italia
che a livello internazionale (Camera e Mastroiacovo, 1984, Hook, 1981).
La presenza di una quota di soggetti con
solo diagnosi clinica ha una doppia provenienza. Spesso si trattava di soggetti
gia' adulti al momento della prima visita, nati in un periodo in cui la
diagnosi cromosomica non c'era o non era una procedura abituale. In pochi casi
si trattava di bambini piccoli, nati in piccoli ospedali decentrati, in cui
l'evidenza clinica era stata ritenuta sufficiente per la diagnosi. Sono bambini
visti una sola volta, ai cui genitori venne spiegata la necessita' della
diagnosi cromosomica, per il rischio genetico dell'ignorare la presenza di una
traslocazione derivata da quella bilanciata in uno dei genitori. Non piu'
tornati a visita, non fu possibile correggere il dato mancante, anche se il
consiglio era stato seguito.
Con la cautela specificata all'inizio di
questa discussione, su 510 soggetti un terzo circa e' stato ritenuto
ipercinetico. In aggiunta, per quel che e' la nostra esperienza, ipotonia, o
lassita' articolare, o entrambe, sono evenienze rare, se non del tutto assenti
dopo il primo anno di vita. Inoltre, a quel che e' stato visto personalmente e
sentito indirettamente dai fisioterapisti, si tratta di bambini con scarsa o
nessuna necessita' di riabilitazione motoria, almeno per la grossa motricita'.
La presenza di circa un terzo di
soggetti ipercinetici puo' sembrare una cifra alta, e L. Leichtman
(comunicazione personale, 1997) ne ha trovato solo il 10% su poco piu' di 300
casi. E' possibile che la valutazione dell'ipercinesia da noi fatta ecceda il
criterio utilizzato da Leichtman.
In relazione ai soggetti Down non
ipercinetici del medesimo campione primitivo, non esistono differenze
significative per il rapporto M/F, per la distribuzione delle diagnosi
cromosomiche, e per l'eta' alla prima visita. Cio' induce a pensare, almeno,
che si tratti di una caratteristica non legata all'anomalia cromosomica.
Da ultimo, la distribuzione della
presenza di ipercinesia per fasce annuali abbastanza costante fino ai 12 anni,
e una sua caduta ai 13-14 anni fanno pensare che questa ipercinesia sia parente
con quella dell'ADD con ipercinesia nei bambini non Down, che ha un andamento
molto similare. L'eta' della caduta sembra coincidere con lo sviluppo sessuale,
e con l'azione "antidepressiva" in senso lato della increzione degli
ormoni sessuali.
Si puo' pertanto parlare di disturbo da
deficit dell'attenzione con ipercinesia nella sindrome di Down (ADHD/DS)?
Qualcuno ci ha provato (Green et al., 1989; Pueschel et al., 1991), ma credo
che l'analogia rischi di portarci fuori strada.
E' vero che i bambini Down con
ipercinesia hanno anche difficolta' di attenzione, ma questa e' comune anche ai
bambini Down senza ipercinesia. Pertanto il deficit dell'attenzione non puo'
esssere un carattere discriminante per distinguere il bambino Down ipercinetico
da quello che non lo e'. Di fatto nei bambini non Down si puo' trovare il
Disturbo da Deficit dell'Attenzione, con o senza ipercinesia, ma ci sono anche
bambini che non hanno alcun disturbo di attenzione. Per cui, se per
l'attenzione non ci sono distinzioni tra i Downs, per i bambini non Down c'e'
il riparto tra quelli senza disturbo, e quelli che ce l'hanno. Pertanto la
presenza dell'iperci
nesia ancora una volta sembra una
caratteristica aggiuntiva, e non uno dei caratteri distintivi del Disturbo da
Deficit dell'Attenzione.
A ben ricordare, e' stato visto un solo
bambino Down che corrispondeva a criteri del DSM per la diagnosi di ADHD, ivi
comprese le caratteristiche di impulsivita' spiccata che non piu' trovata negli
altri Down ipercinetici, ma facilmente visibile nei bambini Down autistici o
con psicosi infantili. Pero' noi li abbiamo esclusi dal computo fin
dall'inizio.
Conclusioni
L'indagine condotta sulle cartelle
cliniche di 510 soggetti Down personalmente visti da uno degli autori ha
ritrovato l'annotazione di ipercinesia in un terzo di essi. In confronto con i
soggetti Down non ipercinetici appartenenti allo stesso campione non sono
risultate differenze significative nel rapporto M/F, nella distribuzione delle
diagnosi cromosomiche e nell'eta' media alla prima visita. La distribuzione per
eta' ha rivelato che l'ipercinesia mantiene una presenza tra il 25% e il 41%
fino ai 12 anni, con una netta caduta a 13-14 anni. Questo fatto e' stato messo
in relazione con l'attivita' inibitiva degli ormoni sessuali pubertari
sull'ipercinesia stessa.
Ulteriori ricerche sono gia' in corso
per valutare meglio questo fenomeno.
Bibliografia
Camera G., Mastroiacovo P.: Epidemiologia
della sindrome di Down. In. Ce.Pi.M. (ed): Aspetti epidemiologici, genetici,
clinici, riabilitativi e sociali della sindrome di Down. Ce.Pi.M., Genova 1984:
225-230
Green,
J.M. et al. Attention disorder in a group of young Down's syndrome children. J.
Mental Defic. Res., 33:105-122, 1989.
Hook
E.B.: Down syndrome: Frequency in human popolation and factors pertinent to
variation in rates. In: De la Cruz F.F., Gerald P.S. (eds): Trisomy 21 (Down
Syndrome) research perspectives. University Park Press, Baltimore, 1981.
Pueschel,
S.M. et al. Behavioral observations in children with Down's syndrome. J. Mental Defic.
Res., 35:502-511, 1991.
Stampato su Riv. It. Disturbo. Intellet. 1997,10: 59-63.
Corrispondenza: Renato COCCHI MD, via Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia
renatococchi@libero.it